La Città di Cosa

La città di Cosa fu fondata dai Romani nel 273 a. C., su un  promontorio roccioso a 114 metri s.l.m. nella località di Ansedonia tra due alture entro le quali venne edificato il Foro mentre sul promontorio più alto era situata l’ Acropoli destinata al culto degli dei; il nome sembra derivare da una vicina città etrusca , Cusi o Cusia vicino alla spiaggia che oggi si chiama Lido del venerabile, nella laguna di Orbetello.

La città fu dotata di una possente cinta muraria poligonale rafforzata da 18 torri e contrafforti  tre delle quali circolari. L’urbanizzazione prevedeva poche ed essenziali strutture, la rete viaria, caratterizzata da vie rettilinee intersecate ad angolo retto che generavano una serie di insulae di grandezza variabile, il foro e l’acropoli, tre erano le porte di accesso, Porta Romana è quella che ad oggi si è conservata meglio.

Nella parte più alta sorgeva l’acropoli, denominata Arx,  racchiusa da una cinta muraria e collegata al foro tramite la via Sacra: l’edificio principale ancora oggi visibile è il Capitoluim, costruito tra il 170 e il 150 a. C. sopra le rovine dell’antico tempio dedicato a Giove, Giunone e Minerva. Camminando lungo la via Sacra, raggiungiamo il Foro, sede dell’attività politica, religiosa e commerciale della città, consisteva in una piazza di forma rettangolare aperta nel punto di convergenza delle strade principali sulla quale si affacciavano diversi edifici pubblici al quale si accede attraverso un arco monumentale, oltrepassato il quale sono visibili i  resti della Basilica.

Grazie alla sua posizione strategica , la città di Cosa poteva controllare sia il traffico terrestre che quello marittimo: ai piedi del promontorio fu costruito il porto della città, Porto Cosanus dotato di molti edifici per il riparo delle navi , grande è la capacità degli ingegneri romani, per evitare infatti che il mare portasse troppa sabbia , l’ingresso e l’uscita delle acque dal porto erano regolate da chiuse, gestite in relazione ai  venti e alle correnti presenti durante l’anno, in un primo tempo venne sfruttato un canale naturale , Lo Spacco  della Regina che metteva in collegamento il mare con la laguna, in seguito fu poi realizzato un canale artificiale nel fianco della collina, la Tagliata ancora oggi visibile.