Roselle

A circa 8 Km a nord di Grosseto si trova l’area archeologica di Roselle la quale  conserva i resti dell’antico abitato che qui si sviluppava in età etrusca e romana.

Roselle venne costruita, a cominciare dalla fine dell’età del Ferro, su di un’altura che per la sua vista e per la sua lontananza dalla costa offriva una inconfutabile sicurezza. La carenza di notizie non ci consente di conoscere con precisione la concretezza territoriale della sua egemonia, benché  sappiamo che si estese anche nei confronti di Vetulonia, di cui Roselle riuscì a inglobare buona parte dei territori.

E’ con il periodo “tardo etrusco” che la città raggiunse la sua massima espansione dal punto di vista abitativo e la massima fioritura sia nel commercio che nella politica, nel 294 a.C. però fu conquistata, circa 2000 Etruschi furono decimati fuori le mura, altrettanti fatti  prigionieri e gravi le condizioni della resa. Mentre gli Etruschi andavano a scomparire, la vita cominciò ad estendersi e svilupparsi nella pianura e con la fine dell’Impero, Roselle già sede di una diocesi, nel V secolo diventò il centro Medievale più importante dell’area, lentamente fu poi abbandonata  parallelamente all’emergere del nuovo centro di Grosseto, che ereditò  la sede vescovile rosellana nel 1138.

Nella tarda età imperiale Roselle fu soggetta alla decadenza che investì progressivamente le città romane: l’unica testimonianza di cui ancora oggi abbiamo documentazione è l’impianto termale, il più antico stabilimento della Maremma costruito presso una delle porte della città, grazie all’intervento del governatore della Tuscia e dell’Umbria quando ancora Roselle era un’autorevole città dell’impero con tanto di Foro, Anfiteatro (costruito durante il I secolo d. C.) e Basilica (la pieve di santa Maria Civita anche detta pieve di Santa Maria a Moscona).

Nel 1822 il Granduca Ferdinando III di Lorena incoraggiò i lavori di restauro delle terme che difatti riaprirono al pubblico nella primavera del 1824, l’accesso era gratuito, veniva assicurata regolare assistenza sanitaria affidata ad un professore di turno e le modalità di accesso erano distinte per sesso e ceto sociale. Nonostante l’acqua fosse stata annoverata tra quelle curative per malattie della pelle e gastrointestinali, le terme ebbero vita breve e gradualmente raggiunsero la fase di declino intorno la fine dell’Ottocento.