Vetulonia

La città etrusca di Vetulonia, Vetluna in lingua etrusca, è una frazione del comune di Castiglione della Pescaia situata a 300 mt sul livello del mare e conta una collettività di circa 270 persone, si trova all’ingresso dell’attuale paese su un altura del territorio castiglionese, nell’antichità sorgeva nella sponda opposta del Lago Prile rispetto alla città di Roselle.

Nel paese le Mura dell’Arce dette ciclopiche, costruite probabilmente tra il VI-V secolo a.C. sono la testimonianza di un importante centro urbano e il ritrovamento di monete, soprattutto in rame, confermano la sua autonomia economica. Al colmo della sua potenza divenne un’importante centro commerciale dove trovarono impiego molti orafi.

Durante il IX secolo a.C., si insedieanno intorno all’attuale paese di Vetulonia due distinti villaggi villanoviani che poi si riuniranno intorno al VI secolo a.C.; le tombe a pozzetto che occupano i siti delle alture circostanti (Poggio la Guardia, Poggio alle Birbe, Poggio al Bello e Colle Belvedere), sono probabilmente riferibili al primo villaggio, mentre le corrispondenti necropoli dei vicini Colli Baroncio e Dupiane possono essere messe in riferimento al secondo.

Tra le fine del IX- inizio VIII sec. a.C. figurano altre tombe, sempre a pozzo, questa volta non più isolate ma inserite entro grandi circoli di pietre, inoltre si trovano le  prime tombe a fossa che segnano il graduale cambiamento della filosofia funeraria: dalla cremazione all’inumazione.
Questa nuova tendenza di sepoltura nelle tombe, dette della tipologia dei “circoli” perché inserite entro cerchi di pietra bianca e sormontate da tumuli di terra, ha restituito corredi funerari particolarmente ricchi con grandi tesori di oreficeria e vasi preziosi di provenienza orientale  oltre che prodotti della metallurgia locale. Nella seconda metà del VII sec. a.C. figurano le grandi tombe monumentali in muratura dette a “tholos”, alcune delle quali visibili lungo la Via dei Sepolcri.
Agli inizi del VI sec. a.C. la diminuzione delle tombe e l’impoverimento dei corredi funebri fanno presupporre il principio di una crisi  da mettere probabilmente in relazione con il contemporaneo svilupparsi di un’altra ’altra città posta sulla sponda opposta del lago Prile: Roselle.

La necropoli di Vetulonia è particolarmente estesa ma non tutta visitabile, di grande impatto le tombe che si aprono lungo la via dei Sepolcri. La prima che si incontra, è la Tomba del Belvedere, caratterizzata per la camera sepolcrale dove si accedeva a tre piccole celle destinate ad accogliere i corpi degli inumati. Più semplice la Tomba della Fibula D’oro, dove il corridoio d’ingresso porta ad un’unica camera funeraria. A tre chilometri da Vetulonia si trova  la Tomba della Pietrera. La struttura è composta da un’ampia camera centrale quadrata, coperta da una calotta di pietre sovrapposte che tendono a restringersi fino a chiudersi a 11 metri di altezza, sotto questa camera se ne apre una più antica in mezzo alla quale si trova un pilastro di circa tre metri che sosteneva un’altra volta. Proseguendo sulla strada si intravedono nella vegetazione altri tumoli non ancora scavati e si raggiunge la tomba del Diavolino 2 , la struttura consiste in una  camera sepolcrale di forma quadrangolare preceduta da un lungo corridoio, la copertura è realizzata con anelli concentrici che gradualmente si restringono verso l’alto secondo una tecnica definita a “pseudocupola”.